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venerdì 5 giugno 2020

APPROFONDIMENTO: CODIFICARE NELLA MESSAGGISTICA ISTANTANEA


ABBREVIAZIONI ED EMOTICONS

 


La codifica è alla base della comunicazione tra individui. Le stesse parole, attraverso le quali noi interloquiamo, sono formate da combinazioni di lettere reperite da un codice originario, l’alfabeto.
Quando poi la comunicazione va al di là del puro contatto umano e si sposta in ambito digitale, il tipo di codifica che si instaura tra mittente e destinatario può assumere caratteristiche particolari, più criptiche, non totalmente in linea con il linguaggio che abbiamo imparato a scuola.

Sarà per brevità, sarà per semplicità, sarà anche forse un po’ per moda, ma è un dato di fatto, che la stragrande maggioranza di coloro che è solita utilizzare dispositivi di messaggistica istantanea utilizzi o abbia utilizzato parecchie volte simboli, abbreviazioni ed emoticon.

Non c’è nulla di male ad usare questi accorgimenti e questo articolo vuole evidenziare come tali tecniche non siano solo vizi di ragazzi pigri, ma addirittura come esse abbiano portato alla creazione di un vero e proprio nuovo codice di comunicazione.


Selezione di alcune Emoticon


lunedì 1 giugno 2020

STEP #22. CODIFICARE NEL FUTURO


UN CODICE EXTRATERRESTRE


PREMESSA: Non ci sono ancora prove concrete dell’esistenza di creature extraterrestri, ma l’ipotesi che l’uomo non sia solo nell’universo non è solo una congettura.

Nel 2010, in particolare, era trapelato un documento delle Nazioni Unite nel quale si leggeva che l’astrofisica malese Mazlan Othman era stata designata come Ambasciatrice con la terra per le comunicazioni con gli Extraterrestri. Tale notizia era stata però prontamente smentita.
Ora, lungi dal dimostrare l’esistenza di altre forme di vita nell’universo, si può ipotizzare che, in un futuro più o meno lontano, una figura come quello della Othman debba esistere.

L’astrofisico e astronomo Frank Drake ha stimato, attraverso un’equazione, ( la cui spiegazione è consultabile al link: https://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_Drake ), il numero di civiltà extraterrestri presenti oggi nella nostra Galassia con le quali si può pensare di stabilire una comunicazione.

Ma, nell’evenienza in cui si venga in contatto con tali civiltà, come penseremmo di comunicare? Di certo non possiamo pretendere che gli extraterrestri conoscano la nostra lingua o qualunque altra lingua presente sulla terra. Di certo bisognerà elaborare un codice di conversione dal linguaggio terrestre a quello alieno.


MECCANISMO DEL CODICE

È probabile che, se gli extraterrestri usassero un linguaggio naturale, essi abbiano una struttura neurobiologica simile alla nostra, essendo dimostrato che il linguaggio discende dall’attività neurale degli individui. In questo caso la comunicazione non dovrebbe essere impossibile da instaurare.
Partendo da numerosi esperimenti di interazione umana e aliena, aiutandosi con gesti e disegni (ricordiamo che gli ideogrammi sono le prime forme di scrittura umana) sarebbe possibile stilare un vero e proprio Dizionario di traduzione del linguaggio alieno ed elaborare un software di conversione istantanea di linguaggio terrestre in extraterrestre e viceversa.

Invece, nel caso in cui la biologia aliena fosse profondamente differente da quella umana, tale software potrebbe essere realizzato, ma grazie a un “dizionario” elaborato in maniera profondamente diversa.
La conversione di linguaggio dovrebbe essere regolata a partire da meccanismi di scelta binaria, la stessa tecnica che si adotta per generare gli algoritmi di intelligenze artificiali e che è alla base dell’automatica e della robotica.


sabato 23 maggio 2020

APPROFONDIMENTO: IL LINGUAGGIO DEI SEGNI



Nel corso del blog si è spesso affrontata la codifica di maggior rilevanza nella vita comune: l’alfabeto. Esso è alla base di tutte le lingue evolute nel mondo e permette la comunicazione tra le persone e non solo.

In un precedente articolo (disponibile al link: https://s270217.blogspot.com/2020/05/step-16-parte-b-i-protagonisti-del.html ) si è anche analizzata una metodologia che agevola questa pratica anche per le persone non vedenti, il codice Braille.

Allo stesso modo andiamo ora ad analizzare la tecnica attraverso la quale anche le persone sorde o sordomute possono comunicare: il linguaggio dei segni, o anche solo LIS.

Tale linguaggio si basa su movimenti ed espressioni attraverso i quali si possono esprimere tutti i concetti.
Questa tecnica trova le sue radici nei popoli antichi come immediato antecedente delle scritture ideografiche e pittografiche. L’unica differenza da essi è che il linguaggio dei segni è espresso con movimenti del corpo e non impresso su un supporto.

È bene far notare che questo linguaggio è molto più complesso del semplice alfabeto dei segni, che attribuisce ad ogni lettera un simbolo prodotto con le mani. È una pretesa non realizzabile cercare di esprimersi come faremmo a voce con una serie di segni, per questo la comunicazione ha alla base gesti che sono auto documentativi. Se ci pensiamo questo è lo stesso meccanismo che noi cerchiamo di adoperare quando vogliamo comunicare con qualcuno che non parla la nostra stessa lingua.


Alcune semplici parole rappresentate con il linguaggio dei segni



giovedì 14 maggio 2020

STEP #16. parte B. I PROTAGONISTI DEL CODIFICARE

 

LOUIS BRAILLE E IL CODICE BRAILLE

 

Louis Braille fu un inventore francese che passò alla storia per l’omonimo codice Braille, utilizzato ancora oggi dalle persone non vedenti come mezzo di lettura.

Egli ebbe un incidente da piccolo con un punteruolo, che gli si conficcò in un occhio e lo rese parzialmente cieco; successivamente perse la vista anche dall’altro occhio, ma non si perse d’animo e continuò gli studi. Qualche anno dopo venne in contatto con un capitano dell’esercito Napoleonico, che gli illustrò alcune tecniche usate dai soldati in trincea per comunicare senza farsi scoprire; tra di esse vi era un codice basato su dodici punti sporgenti, organizzati in colonne, ognuno dei quali doveva rappresentare un suono prodotto dalla lingua.

Braille procedette ad una semplificazione nella rappresentazione e ad un'amplificazione dei suoni rappresentabili con tale codice, fino a creare quello che ancora oggi è il principale mezzo di lettura per le persone non vedenti.

Un interessante approfondimento su questo argomento è disponibile al link: https://www.agi.it/cronaca/braille_giornata_mondiale_storia-4797513/news/2019-01-04/


Schema per la rappresentazione di lettere, numeri e simboli attraverso il codice Braille


Mezzo busto rappresentante Louis Braille (1809-1852)