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lunedì 8 giugno 2020
sabato 6 giugno 2020
APPROFONDIMENTO: CODIFICARE SUI SOCIAL NETWORK
Il concetto di codifica si è diffuso sempre di più nell’era digitale, soprattutto grazie all’avvento dei social Network, come Facebook, Twitter, Instagram, usati largamente dalla popolazione giovanile, ma non solo.
Essi possiedono alla base due forme di codifica, che sono necessarie per ogni utente che desidera utilizzare tale social Network: username e password.
Quelli appena enunciati sono due tipi di codifica concettualmente molto differenti tra loro, accomunati però dal fatto di essere contemporaneamente presenti in un meccanismo così importante.
USERNAME
Lo username (o, per dirlo all’italiana, il nome utente) ha rilevanza solo dal punto di vista comunicativo. Ogni persona sceglie un nome con il quale mettersi in relazione con gli altri ed essere riconosciuto all’interno della piattaforma; questo è dunque il modo con cui una persona viene codificata in un qualche social.
Esso può essere un soprannome o una sequenza alfanumerica qualsiasi; molto spesso lo username scelto corrisponde proprio al nome di battesimo dell’individuo.
PASSWORD
Il codificare alla base della password, invece, è un concetto molto diverso. Esso è legato alla creazione di una parola che garantisce all’utente che la conosce l’accesso al profilo su quel determinato social.
La presenza di una password nasce per assicurare la protezione dei dati personali di chi la utilizza. Essa si basa sul concetto di cifratura dell’informazione per consentire una comunicazione sicura. La tecniche che sono alla base di questo processo sono state trattate in un articolo precedente al quale si rimanda: https://s270217.blogspot.com/2020/05/approfondimento-il-cifrario-di-vernam-e.html
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Prototipo della richiesta di Username e Password al momento dell'accesso ad un Social Network |
sabato 30 maggio 2020
STEP #21. CODIFICARE NEI BREVETTI
Il codificare, o più nello specifico la codifica di dati e trasmissioni si è sempre più evoluta negli anni, sviluppandosi di pari passo con la tecnologia. Attorno alla codifica si sono generate numerosissime invenzioni non solo legate alla mera creazione del codice stesso, ma anche e soprattutto alla sua trasmissione, conversione e utilizzo pratico.
Di seguito vengono riportati alcuni brevetti inerenti a questi ambiti.
BREVETTO: Matrice a nuclei magnetici per la traduzione di cifre di selezione in reti telefoniche o telegrafiche
NUMERO BREVETTO: 496368
INVENTORE: Alberto Ciaccia
DATA PUBBLICAZIONE: 15.09.1980
DESCRIZIONE:
il brevetto presentato da Alberto Ciaccia, utilizza matrici a nucleo magnetico, con lo scopo di tradurre informazioni codificate e, nello specifico, cifre di selezione nelle reti telefoniche e telegrafiche. Il marcaggio di una cifra avviene grazie a una corrente continua circolante in un avvolgimento per la saturazione del nucleo relativo. Tale progetto, al momento del suo brevetto, si proponeva di migliorare le prestazioni della comunicazione telefonica e telegrafica.
LINK A GOOGLE PATENTS: https://patents.google.com/patent/CH496368A/it?q=codice&oq=codice
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Prima pagina della presentazione di tale brevetto |
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Schema dell'applicazione del calcolo numerico alla trasmissione di informazioni |
BREVETTO: Barcode creation device and barcode reader
NUMERO BREVETTO: 3847167
INVENTORE: 恒介 松原清水
DATA PUBBLICAZIONE: 18.07.2003
DESCRIZIONE:
Per rimanere nell’ambito pratico, questo brevetto, è un dispositivo che permette la creazione e la lettura di codici a barre (o codici QR). Tale dispositivo, con il quale sicuramente tutti ci siamo imbattuti, per esempio nelle casse di un supermercato, è stato elaborato da un inventore giapponese e permette la trasmissione di informazioni attraverso semplici righe di differente distanza e spessore.
LINK A GOOGLE PATENTS: https://patents.google.com/patent/JP3847167B2/en?q=barcode+reader&q=barcode&q=reader&before=priority:20050415&scholar
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Schema per l'implementazione di QR code |
BREVETTO: Alias code provisioned onto a secure chip
NUMERO BREVETTO: 20170132610
INVENTORE: American Express Travel Related Services Co Inc
DATA PUBBLICAZIONE: 11.05.2017
DESCRIZIONE:
questo brevetto prevede la generazione di un nome in codice, attraverso un dispositivo sicuro per eseguire per esempio operazioni finanziarie. Questo metodo è particolarmente efficace perché generando password “usa e getta” impedisce che qualcuno si possa impossessare di informazioni altrui. Tale meccanismo, brevettato da un’azienda americana, è paragonabile a quello utilizzato da molte banche attraverso dispositivi mobili (token) ed è anche quello che sta alla base del cifrario di Vernam, di cui si è parlato in un precedente articolo (disponibile al link: https://s270217.blogspot.com/2020/05/approfondimento-il-cifrario-di-vernam-e.html).
LINK A GOOGLE PATENTS: https://patents.google.com/patent/US20170132610A1/en?q=code&page=15
Tutti questi brevetti sono stati reperiti dal sito Google Patents, di cui si invita la consultazione.
venerdì 22 maggio 2020
APPROFONDIMENTO: IL CIFRARIO DI VERNAM E LA CRITTOGRAFIA
Il cifrario di Vernam è un sistema crittografico elaborato da Gilbert Vernam, ingegnere statunitense, a partire dal cifrario di Vigenère, ma con dei notevoli miglioramenti sotto l’aspetto informatico, che permettono una codifica delle informazioni più agevole e una migliore comprensione dello stesso (al momento della decodifica).
Tale cifrario fu brevettato nel 1919 e trovò il suo più ampio utilizzo nel periodo della guerra fredda. Esso può anche essere provato interattivamente al link: http://www.crittologia.eu/critto/php/vernam.phtml
Per la sua precisione algoritmica e per la sua assoluta sicurezza, confermata anche da una dimostrazione matematica, il Cifrario di Vernam spesso definito “Il cifrario perfetto”.
Se analizziamo il rovescio della medaglia, bisogna far notare che la sua assoluta sicurezza dipende dal fatto che esso utilizza delle chiavi monouso, dette appunto “one time”, che dovevano essere buttate una volta utilizzate. Per tale motivo alle spie venivano forniti una serie di taccuini, sulle cui pagine di ognuno era rappresentata una chiave per le decodifica.
Lo scarso utilizzo attuale del cifrario di Vernam discende dunque dal fatto che risulta di gran lunga più elevato il rischio nel comunicare al destinatario il codice di decodifica, tramite un canale sicuro, piuttosto che decifrare il messaggio stesso.
Importanti approfondimenti sulla parte informatica e tecnica alla base del cifrario sono disponibili al link: http://progettomatematica.dm.unibo.it/Infinito/pag3/3p5.html
Altri approfondimenti sul contesto storico in cui si sviluppò tale codice: http://www.crittologia.eu/critto/vernam.html
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Schematizzazione alla base della tecnica crittografica elaborata da Vernam |
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