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lunedì 8 giugno 2020
domenica 7 giugno 2020
APPROFONDIMENTO: CODIFICARE NELL'INFORMATICA
LA CODIFICA DELLE INFORMAZIONI E IL CODICE ASCII
Reperire informazioni sul web è diventata ormai una pratica comune; con il minimo sforzo, digitando semplicemente qualche carattere su un motore di ricerca possiamo accedere a quantità infinite di informazioni. Allo stesso modo ormai, chiunque è dotato di un PC, attraverso il quale può svolgere le più svariate attività.
Tramite queste pratiche si instaura uno stretto contatto tra la persona, un individuo pensante, e la macchina, che si limita a eseguire pedissequamente quanto richiesto.
Noi ora non ci rendiamo conto di tutta questa struttura, che è alla base di un’attività tanto semplice. Però, negli anni ’50-’60, quando sono state inventate le prime macchine informatiche e i primi calcolatori elettronici, si è dovuto studiare un meccanismo che mettesse in contatto diretto programmatore e macchina. Siccome le macchine sono entità non pensanti, non si può pretendere che esse parlino la nostra lingua e quindi si è dovuto inventare un linguaggio per interagire con loro.
Questo linguaggio è il codice binario; tale codice mette in contatto programmatore e macchina, convertendo, attraverso precisi algoritmi, quanto richiesto dal programmatore in sequenze di 0 e 1, facilmente interpretabili dalle macchine.
Col passare degli anni sono stati inventati metodi di codifica dell’informazione più evoluti, ma l'essenza del meccanismo resta sempre la stessa.
Questo discorso è affrontato molto bene dal punto di vista tecnico in queste dispense: http://infodoc.altervista.org/wp-content/uploads/2018/11/LA-CODIFICA-DEI-DATI.pdf
Particolare importanza nella codifica delle informazioni assume lo standard ASCII o codice ASCII. Esso è stato uno dei primi, e più utilizzati algoritmi per la codifica delle informazioni in linguaggio binario.
Di seguito si fornisce un link dove è ben spiegato il suo funzionamento: https://it.wikipedia.org/wiki/ASCII
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Nella seguente tabella è mostrata la conversione delle lettere dell'alfabeto in binario, secondo la codifica ASCII |
sabato 6 giugno 2020
APPROFONDIMENTO: CODIFICARE SUI SOCIAL NETWORK
Il concetto di codifica si è diffuso sempre di più nell’era digitale, soprattutto grazie all’avvento dei social Network, come Facebook, Twitter, Instagram, usati largamente dalla popolazione giovanile, ma non solo.
Essi possiedono alla base due forme di codifica, che sono necessarie per ogni utente che desidera utilizzare tale social Network: username e password.
Quelli appena enunciati sono due tipi di codifica concettualmente molto differenti tra loro, accomunati però dal fatto di essere contemporaneamente presenti in un meccanismo così importante.
USERNAME
Lo username (o, per dirlo all’italiana, il nome utente) ha rilevanza solo dal punto di vista comunicativo. Ogni persona sceglie un nome con il quale mettersi in relazione con gli altri ed essere riconosciuto all’interno della piattaforma; questo è dunque il modo con cui una persona viene codificata in un qualche social.
Esso può essere un soprannome o una sequenza alfanumerica qualsiasi; molto spesso lo username scelto corrisponde proprio al nome di battesimo dell’individuo.
PASSWORD
Il codificare alla base della password, invece, è un concetto molto diverso. Esso è legato alla creazione di una parola che garantisce all’utente che la conosce l’accesso al profilo su quel determinato social.
La presenza di una password nasce per assicurare la protezione dei dati personali di chi la utilizza. Essa si basa sul concetto di cifratura dell’informazione per consentire una comunicazione sicura. La tecniche che sono alla base di questo processo sono state trattate in un articolo precedente al quale si rimanda: https://s270217.blogspot.com/2020/05/approfondimento-il-cifrario-di-vernam-e.html
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Prototipo della richiesta di Username e Password al momento dell'accesso ad un Social Network |
mercoledì 3 giugno 2020
STEP #23. CODIFICARE IN UN VOLANTINO
In relazione all'invenzione proposta nel post precedente, si presenta un volantino promozionale per la diffusione di essa. Il volantino riguarda un software che contiene un codice per la conversione di un testo da un linguaggio qualsiasi terrestre, ad un ipotetico linguaggio extraterrestre.
lunedì 1 giugno 2020
STEP #22. CODIFICARE NEL FUTURO
UN CODICE EXTRATERRESTRE
PREMESSA: Non ci sono ancora prove concrete dell’esistenza di creature extraterrestri, ma l’ipotesi che l’uomo non sia solo nell’universo non è solo una congettura.
Nel 2010, in particolare, era trapelato un documento delle Nazioni Unite nel quale si leggeva che l’astrofisica malese Mazlan Othman era stata designata come Ambasciatrice con la terra per le comunicazioni con gli Extraterrestri. Tale notizia era stata però prontamente smentita.
Ora, lungi dal dimostrare l’esistenza di altre forme di vita nell’universo, si può ipotizzare che, in un futuro più o meno lontano, una figura come quello della Othman debba esistere.
L’astrofisico e astronomo Frank Drake ha stimato, attraverso un’equazione, ( la cui spiegazione è consultabile al link: https://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_Drake ), il numero di civiltà extraterrestri presenti oggi nella nostra Galassia con le quali si può pensare di stabilire una comunicazione.
Ma, nell’evenienza in cui si venga in contatto con tali civiltà, come penseremmo di comunicare? Di certo non possiamo pretendere che gli extraterrestri conoscano la nostra lingua o qualunque altra lingua presente sulla terra. Di certo bisognerà elaborare un codice di conversione dal linguaggio terrestre a quello alieno.
MECCANISMO DEL CODICE
È probabile che, se gli extraterrestri usassero un linguaggio naturale, essi abbiano una struttura neurobiologica simile alla nostra, essendo dimostrato che il linguaggio discende dall’attività neurale degli individui. In questo caso la comunicazione non dovrebbe essere impossibile da instaurare.
Partendo da numerosi esperimenti di interazione umana e aliena, aiutandosi con gesti e disegni (ricordiamo che gli ideogrammi sono le prime forme di scrittura umana) sarebbe possibile stilare un vero e proprio Dizionario di traduzione del linguaggio alieno ed elaborare un software di conversione istantanea di linguaggio terrestre in extraterrestre e viceversa.
Invece, nel caso in cui la biologia aliena fosse profondamente differente da quella umana, tale software potrebbe essere realizzato, ma grazie a un “dizionario” elaborato in maniera profondamente diversa.
La conversione di linguaggio dovrebbe essere regolata a partire da meccanismi di scelta binaria, la stessa tecnica che si adotta per generare gli algoritmi di intelligenze artificiali e che è alla base dell’automatica e della robotica.
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